Nella terza settimana di maggio sboccia ogni anno quel fiore barocco che è Noto. Musica, mostre, itinerari culturali animano il cuore del distretto Sud-Est.
Il clou delle manifestazioni è costituito dall'Infiorata: un tripudio di colori, uno spettacolare tappeto di fiori steso sulla via Nicolaci a comporre enormi figure. I motivi cambiano ogni anno e possono essere religiosi, mitologici o di cultura popolare.
L'evento prende il via il giovedì all'ora del tramonto, quando gli artisti prescelti iniziano a disegnare il loro riquadro di strada. L'indomani subentrano gli infioratori per completare il lavoro che i visitatori possono ammirare da lontano.
La Fondazione Teatro Ortigia nasce dalla collaborazione tra l'Associazione degli Industriali della provincia di Siracusa e la locale Confcommercio, con l'idea di promuovere un festival con cadenza annuale che, sul modello dei grandi appuntamenti europei di Avignone ed Edimburgo, abbia respiro e valenza internazionali e contribuisca a rilanciare l'immagine culturale e turistica della Sicilia e di Siracusa in particolare.
L'Ortigia Festival vuole raccontare attraverso il teatro l'avventura complessa del linguaggio artistico contemporaneo. Insomma, una reale riflessione originale e innovativa sullo stato dell'arte attuale, dal teatro al cinema alla musica, un modo per dare alla Sicilia l'opportunità di usufruire di un'offerta culturale di alto livello.
Gli spazi del parco archeologico e, sull'isola di Ortigia, del Castello Maniace, assumono un valore simbolico e collegano idealmente il programma del Festival ai luoghi della nostra memoria.
Sono Sofocle ed Eschilo i protagonisti della stagione 2005 delle Rappresentazioni Classiche di Siracusa, organizzata dall'Istituto Nazionale del Dramma Antico: il 13 maggio, infatti, debutterà al Teatro Greco la tragedia I sette a Tebe, seguito, domenica 15, da Antigone. I due allestimenti verranno replicati, a giorni alterni, fino al 15 giugno.
Di grande fascino la figura mitologica di Antigone, frutto dell'incesto tra Edipo e la madre Giocasta. Antigone è simbolo disobbedienza, per non aver ascoltato gli ordini dello zio Creonte. La trama è molto attuale poiché si sviluppa attorno all'eterno conflitto tra le leggi dello Stato, espresse dal re di Tebe, Creonte, e quelle non scritte della tradizione familiare ed etica: per esse la protagonista sfida lo zio e viene punita. Morirà suicida.
Anche quest'anno non mancheranno gli eventi collaterali all'atteso appuntamento che ha portato a Siracusa registi come Peter Stein e attrici come Maddalena Crippa, Medea nel 2004. Pochi teatri possono vantare la storia di quello siracusano, i cui gradini in pietra sono stati calpestati da milioni di persone. Un'emozione intatta nei secoli.
Geograficamente lontani, agli estremi dell'Europa, Stoccolma e Siracusa si riavvicinano una volta all'anno.
Il miracolo lo compie Santa Lucia, che tanti devoti conta nelle due città. Ogni dodici mesi la tradizione si ripete: il momento centrale dei festeggiamenti in onore della patrona di Siracusa è il 13 dicembre, quando la statua della santa viene condotta a spalla da sessanta uomini alla Basilica che porta il suo nome, dove rimane esposta alla venerazione dei fedeli fino al 20 dicembre. Quindi il ritorno nella cappella della Cattedrale. In Svezia il 13 dicembre si festeggia il solstizio d'inverno: alcune giovani fanciulle indossano una veste bianca, simbolo della luce, e hanno il capo cinto da una corona formata da sette candele. E così Santa Lucia, la regina della luce, illumina il gelido nord.
Ogni anno una delegazione siracusana viene ospitata a Stoccolma e partecipa all'elezione di Lucia di Svezia e, mentre la prescelta sarà ospite a Siracusa per una settimana, la Sicilia porta in Svezia mostre e prodotti tipici per far meglio conoscere l'isola agli svedesi. L'organizzazione è dell'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Siracusa.
Dista circa 100 km dalla nostra struttura. Questa escursione permette di viaggiare nella cultura del passato. La visita prevede: Siracusa, Ortigia, il tetatro Greco, l’Orecchio di Dionisio.
Siracusa, città tra le più antiche ed opulente del Mediterraneo, capitale della Magna Grecia, è il risultato di un succedersi di dominazioni che l' hanno resa unica nel suo genere. In essa convivono e si fondono diverse anime (la greca e la romana, l'araba e la normanna, la bizantina e la spagnola) in un insieme di stili, sapori e profumi. In ogni angolo della città emergono tracce delle antiche civiltà. E’ la più bella e la più grande di tutte le città greche in Sicilia, come la definì Cicerone, anche oggi rappresenta uno dei centri più attraenti della Sicilia e per la bellezza della sua terra e per l’importanza delle imponenti antiche vestigia di uno splendido passato. Sono noti i nomi dei cinque quartieri della città greca e cioè: Ortigia, Acradina, Neapolis, Tyche ed Epipoli la città conserva numerose testimonianze che si rivivono percorrendo le stradine dell'isola, dove il tempo sembra essersi fermato in bilico tra Medioevo e Barocco. Sito famoso di Ortigia è la Fonte Aretusa intorno alla quale si intessono varie leggende e fu cantata da poeti nell’antichità e nell’epoca moderna. Il quartiere che conserva i monumenti pubblici più antichi e grandiosi è la Neapolis. Quivi e il teatro greco, uno dei più grandiosi edifici per spettacoli che l’antichità ci abbia tramandato. E' uno dei più imponenti dell'antichità. Adattato in epoca romana per giochi d'acqua (si suppone) e combattimenti fra gladiatori prima della costruzione dell'anfiteatro, lo spazio viene utilizzato anche in epoche successive in modo improprio.
Orecchio di Dionisio - Questa suggestiva grotta si trova in una delle più belle latomie di Siracusa, la Latomia del Paradiso, oggi un delizioso giardino ricco di aranci, palme, magnolie. Come evoca il nome, l'aspetto della grotta richiama un padiglione auricolare, sia nella sagoma dell'entrata che nel disegno serpeggiante dell'interno. Fu Caravaggio, durante un suo viaggio in Sicilia agli inizi del '600, ad assegnarle questo nome, affascinato anche dalla leggenda secondo la quale Dionisio il Vecchio, grazie all'eco eccezionale, avrebbe potuto ascoltare, non visto, i suoi nemici. La levigatezza delle pareti, così alte e regolari, e lo sviluppo interno, quasi labirintico e sempre immerso nella penombra, rendono difficile credere che si tratti di una cava. In realtà, questa particolare conformazione è dovuta alla tecnica di scavo utilizzata: Accanto si trova la Grotta dei Cordari, così chiamata perchè utilizzata, fino a poco tempo fa, da questi artigiani per intrecciare la corda in un ambiente piacevolmente fresco. Visibile purtroppo solo dall'esterno (per motivi di sicurezza) fornisce un ottimo esempio delle tecniche di scavo.